L’11 giugno 2026 il CIHEAM Bari ospiterà una delegazione dell’European Public Law Organization (EPLO) per una giornata di confronto dedicata ai temi della governance, della cooperazione internazionale e dell’innovazione.
La visita si aprirà con il seminario “Holding together: the European Union as a model of integration in a fragmented world”, rivolto alla comunità del CIHEAM Bari e agli studenti e ricercatori dell’Università degli Studi di Bari. Seguirà una visita del campus e delle sue infrastrutture di ricerca.
La visita rappresenta un’importante occasione per consolidare il dialogo tra le due istituzioni e promuovere nuove opportunità di collaborazione a sostegno dello sviluppo sostenibile nell’area mediterranea.

Il mare come risorsa da proteggere, spazio di cooperazione e leva di sviluppo sostenibile per il Mediterraneo. È il filo conduttore della “Giornata Internazionale degli Oceani” che lunedì 8 giugno sarà ospitata al Teatro Margherita di Bari, in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, su iniziativa di Arpa Puglia e CIHEAM Bari.
L’appuntamento pone al centro la salvaguardia degli ecosistemi marini, con un focus su aree protette, inquinamento da plastica, specie aliene ed economia blu. Un tema che si inserisce pienamente nella missione di CIHEAM Bari, da sempre impegnato nella cooperazione mediterranea, nella gestione sostenibile delle risorse naturali, nella formazione e nel rafforzamento delle competenze a supporto dei territori.
La manifestazione si apre alle ore 16 con i saluti istituzionali del direttore generale di Arpa Puglia Vito Bruno e del direttore di CIHEAM Bari Biagio Di Terlizzi. Interverranno, tra gli altri, Antonio Decaro, presidente della Regione Puglia, Vito Leccese, sindaco di Bari, l’Ammiraglio di Squadra Pierpaolo Ribuffo, Capo Dipartimento per le Politiche del Mare, Roberto Rossi, procuratore della Repubblica di Bari, e il generale Michele Dell’Agli, capo di Stato Maggiore del Comando Regionale. La conduzione sarà affidata alla giornalista Greta Mauro.
Cuore dell’iniziativa è la tavola rotonda “Strong Marine Protected Areas for our Blue Planet”, in programma alle ore 17, dedicata al ruolo delle aree marine protette e alle prospettive ambientali, economiche e sociali della blue economy. Al confronto partecipano Maria Alessandra Gallone, presidente di Ispra, il Cardinale Mauro Gambetti, Marina Lalli, presidente nazionale di Federturismo, e Roberto Rossi, procuratore della Repubblica di Bari.
Fra i temi della serata , alcune delle principali emergenze legate alla salute del mare. Vito La Forgia, membro del direttivo dell’associazione Abyss CleanUp, presenta infatti un focus sulla rimozione delle discariche sottomarine e delle cosiddette “reti fantasma”. Nel tardo pomeriggio è prevista la consegna della bandiera del “Garbage Patch State” da parte della presidente Maria Cristina Finucci, artista e architetta fondatrice dello Stato simbolico nato per denunciare l’inquinamento da plastica negli oceani. L’iniziativa è curata da CIHEAM Bari in collaborazione con il Comune di Bari.
Spazio anche all’approfondimento scientifico sulle specie aliene marine, con gli interventi di Nicola Ungaro, direttore del Centro Regionale Mare di Arpa Puglia, sugli impatti ambientali del fenomeno, e di Massimo Zuccaro, responsabile dell’Unità Blue Communities di CIHEAM Bari, sui risvolti economici legati alla diffusione delle specie invasive nei mari.
A chiudere la giornata, dalle ore 19.40, l’attesa consegna del Premio ArpaMare 2026, condotta da Antonio Stornaiolo. Alla consegna dei riconoscimenti partecipano il direttore generale di Arpa Puglia Vito Bruno, l’assessora alle Culture del Comune di Bari Paola Romano e Maurizio Giani di Herambiente, partner dell’iniziativa.
La “Giornata Internazionale degli Oceani” si propone così come un momento di confronto tra istituzioni, scienza e società civile e per CIHEAM Bari rappresenta un’ulteriore occasione per riaffermare il proprio impegno nella cooperazione mediterranea e nella promozione di modelli di sviluppo capaci di coniugare tutela ambientale, economia blu e futuro delle comunità costiere, anche attraverso la propria sede di Tricase (LE).

AgroServ’s 5th Open Call is now open, offering researchers, professionals and stakeholders access to transnational scientific data, specialised expertise, experimental sites, advanced technologies and laboratories across Europe. The initiative promotes collaboration among experts in chemistry, biology, agronomy, ecology, bioengineering, social sciences and economics to foster innovative approaches in agroecology and sustainable agriculture.
Starting from Open Call #5, applicants will also be able to request access to services from a single Research Infrastructure (RI), allowing proposals to be more specifically tailored to individual research needs. Nevertheless, all projects must clearly demonstrate their contribution to the agroecology transition. At the same time, AgroServ continues to strongly encourage transdisciplinary projects involving multiple Research Infrastructures, in order to maximise scientific integration and research impact across Europe.
Funded by the European Union for the 2022–2027 period, AgroServ aims to address major agricultural challenges, including climate change adaptation, biodiversity protection, sustainable food production and the preservation of natural resources through a “One Health” approach.
The project brings together 73 partners and provides access to 143 Research Services through a common European portal, supporting both academic and industry-led research as well as evidence-based policymaking. The deadline for project submissions is set for 8 June 2026 at 16:00 (CEST).
For further information and to access the full announcement, applicants are invited to consult the dedicated AgroServ webpage at the link below.
Following the declaration by the United Nations General Assembly of the International Day of Plant Health (IDPH), every 12th of May, the plant health community celebrates the importance of plant health by organizing events to raise awareness and to mobilize international communities. This year’s theme of the IDPH is plant biosecurity for food security.
In order to give visibility to national and international research and development activities carried out by plant health scientists and their organizations, the Asia-Pacific Association of Agricultural Research Institutions (APAARI), CABI, the International Centre for Advanced Mediterranean Agronomic Studies of Bari (CIHEAM Bari), the Euphresco III network, the International Seed Federation (ISF) and the Plant Biosecurity Research Initiative (PBRI), are pleased to launch the fifth edition of the video contest ‘Plant Health TV - Promoting the importance of plant health research for food security’.
Guidelines on how to participate in the video contest and relevant documents are available from here.
The three finalist videos selected for the 2026 edition were: Florian Martini, with “Potato natural healthy perfume: Essential oils as sustainable management for late blight disease”; Shiron Thalagala, with “The spore hunter and the spore trap”; and Anjali Zaveri, with “Hidden threats in seeds: Advancing plant biosecurity through smarter diagnostics”.
Shiron Thalagala, PhD student at the Australian Research Council Training Centre for Plant Biosecurity and James Cook University (Australia), won the fifth edition of the International video contest with “The spore hunter and the spore trap”.
The winning video will be broadcast at International events organised for the celebration of the 2026 International Day of Plant Health and at the Plant Biosecurity Research Symposium 2026. The contest award also includes the opportunity for the winner to attend an international conference related to plant health, with transport, lodging, meals and conference fees covered.
Through this initiative, CIHEAM Bari confirms its commitment to supporting scientific communication, international cooperation and research capacity building in the field of plant health, with the shared objective of strengthening plant biosecurity and contributing to more resilient and sustainable food systems.
Appuntamento giovedì 29 maggio, ore 17, al CIHEAM Bari con la presentazione del volume Alta Murgia: storia della trasformazione del paesaggio forestale, l’imponente opera firmata dall’ex generale della Forestale Giuseppe Nicola Silletti, già commissario straordinario per l’emergenza Xylella in Puglia.
Il lavoro, frutto di anni di ricerca e studio, si articola in tre volumi per un totale di circa 1900 pagine e oltre 2500 fotografie, proponendo una ricostruzione approfondita della trasformazione ambientale e paesaggistica dell’Alta Murgia nel corso dei millenni.
Attraverso un’analisi che intreccia storia, botanica, selvicoltura e antropologia, il libro racconta come un territorio un tempo caratterizzato da vaste aree boschive sia progressivamente mutato fino all’attuale assetto ambientale. Un percorso che consente di leggere in chiave storica l’evoluzione del paesaggio murgiano e il rapporto tra uomo e natura.
Ampio spazio è riservato anche alla flora del territorio: l’opera censisce oltre 1200 specie vegetali della Murgia, inserite in un articolato sistema di classificazione botanica e corredate da approfondimenti scientifici e osservazioni inedite. Accanto agli aspetti botanici, vengono riportate le proprietà fitoterapiche di numerose piante medicinali e i nomi dialettali tradizionali di molte specie, in un lavoro che contribuisce anche alla tutela della memoria e della cultura popolare locale.
La presentazione si aprirà con i saluti istituzionali di Biagio Di Terlizzi, direttore del CIHEAM Bari, Luisa Rubino, presidente della Sezione Sud Est dell’Accademia dei Georgofili, Arrigo S. Guerrieri, presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Bari, e Luigi Trotta, dirigente della Sezione Competitività delle Filiere Agroalimentari della Regione Puglia e membro dell’Accademia dei Georgofili.
Seguiranno gli interventi dell’autore, Giuseppe Nicola Silletti, e di Vittorio Leone, già professore ordinario di Selvicoltura dell’Università della Basilicata e membro dell’Accademia dei Georgofili.
L’evento è organizzato da CIHEAM Bari e Accademia dei Georgofili, in collaborazione con Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Bari.
Anche il CIHEAM Bari sarà tra i partecipanti della prima edizione pugliese di Women & the City, il festival nazionale dedicato ai temi della leadership femminile, della sostenibilità e dell’innovazione sociale che, dopo quattro edizioni a Torino, approda per la prima volta a Bari.
Nell’ambito del festival, la sede italiana del CIHEAM organizza il panel Donne, agricoltura e sviluppo dei territori, in programma sabato 30 maggio 2026, dalle ore 9.00 alle 10.30, in Piazza del Ferrarese, Bari.
La tavola rotonda riunisce rappresentanti istituzionali, accademici e ricercatori del Bacino mediterraneo. L’occasione è il lancio di una strategia di cooperazione mediterranea che intreccia politiche alimentari urbane, ruolo delle donne in agricoltura e sviluppo sostenibile dei territori: tematiche al cuore della missione del CIHEAM Bari.
La partecipazione dell’Istituto si inserisce coerentemente nel quadro delle attività di valorizzazione e disseminazione istituzionale, in un contesto di elevato profilo che vede il coinvolgimento di interlocutori strategici, quali Regione Puglia e Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), riconfermando la centralità del proprio ruolo nella promozione del dialogo euromediterraneo e nella costruzione di modelli di sviluppo fondati su cooperazione, inclusione e sostenibilità.
Il 2026, proclamato anno internazionale delle donne agricoltrici, rappresenta inoltre un’occasione significativa per rilanciare il dibattito sul contributo delle donne nei processi di innovazione agricola, rigenerazione territoriale e sviluppo sostenibile nel Mediterraneo.
Interverranno Aurela Saliaj, rettrice dell’Università di Valona “Ismail Qemali” in Albania, Marta Collu della vice direzione AICS, Eva Ziedan, ricercatrice ed esperta di patrimonio culturale e sviluppo comunitario e membro del Mediterranean Women Mediators Network, Francesco Paolicelli, assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale, Damiano Petruzzella, funzionario del CIHEAM Bari, Gaetano Frulli, presidente della Nuova Fiera del Levante, e Rita Tamborrino, presidente di Coldiretti Donne Puglia. A moderare l’incontro sarà la giornalista e Wine & Food Expert Antonella Millarte.

CIHEAM Bari partecipa anche a quest’edizione di CO[OPERA], la terza Conferenza Nazionale della Cooperazione allo Sviluppo promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, prendendo parte in prima persona al confronto tra istituzioni, organizzazioni internazionali, università, imprese, società civile e mondo della ricerca sui temi della cooperazione internazionale e dello sviluppo sostenibile.
Nel corso delle giornate della Conferenza, CIHEAM Bari porta la propria esperienza nella formazione, nella ricerca applicata e nella cooperazione mediterranea, contribuendo al dibattito su educazione, sicurezza alimentare, innovazione, diplomazia scientifica e resilienza dei sistemi agroalimentari in quello che è un momento di celebrazione del sistema Italia. Da oltre sessant’anni impegnato nella costruzione di partenariati internazionali nel Mediterraneo, in Africa e in Asia, CIHEAM Bari condivide una visione della cooperazione fondata sulla conoscenza come strumento concreto di crescita, stabilità e dialogo tra comunità.
Tra i momenti centrali della partecipazione di CIHEAM Bari, la sessione plenaria “Educazione e conoscenza alla base di crescita e sviluppo” , durante la quale il Direttore Biagio Di Terlizzi e la studentessa siriana Yara Ismail del Master in Mediterranean Organic Agriculture raccontano a due voci l’esperienza di CIHEAM Bari, presente dal 2014 in Siria.
Oltre dieci anni insieme alle comunità rurali, che durante il conflitto CIHEAM Bari ha continuato ad accompagnare, attraverso interventi a distanza dedicati alla formazione, al sostegno delle filiere agricole, all’empowerment femminile e alla creazione di opportunità per i giovani. In questo senso, la presenza di Yara Ismail rappresenta uno dei valori fondamentali del lavoro di CIHEAM Bari come centro di alta formazione del Mediterraneo: studenti e studentesse che dopo l’esperienza in Italia sono in grado di fare da ponte verso i propri paesi, costruendo allo stesso tempo una comunità internazionale di persone competenti, in grado di appropriarsi del proprio futuro.
“Formare significa restituire dignità e costruire futuro anche nei contesti più fragili”, sottolinea Biagio Di Terlizzi nel corso del suo intervento, evidenziando come educazione, ricerca e cooperazione scientifica possano trasformarsi in strumenti concreti di pace e stabilità, capaci di restituire prospettive e capacità di autodeterminazione anche nelle aree più vulnerabili. Il Direttore di CIHEAM Bari ha inoltre richiamato il valore della diplomazia scientifica come spazio di dialogo tra culture e comunità diverse, capace di trasformare la gestione delle risorse — acqua, terra e cibo — da possibile terreno di conflitto a opportunità di collaborazione e coesistenza.
La testimonianza di Yara Ismail restituisce il valore umano della cooperazione e il futuro rappresentato dalle generazioni più giovani. “In Siria, scegliere di studiare significa scegliere la conoscenza come atto di resistenza”, ha raccontato la giovane ricercatrice siriana, che durante il conflitto ha proseguito il proprio percorso negli studi forestali e ambientali, trasformando oggi l’esperienza maturata tra Siria e Italia in una visione per il futuro del Mediterraneo. Il suo percorso racconta come la conoscenza possa attraversare confini, sopravvivere alle crisi e diventare uno strumento capace di ricostruire non solo territori, ma anche fiducia, opportunità e comunità.
“CIHEAM Bari mi ha regalato qualcosa che non mi aspettavo: il senso di appartenenza a qualcosa di più grande della mia ricerca. Sono arrivata con un background negli ecosistemi forestali e nello stress climatico, e mi sono ritrovata a lavorare su sistemi alimentari biologici, comportamenti dei consumatori e progetti di ricerca dell’Unione Europea, al fianco di persone provenienti da tutta l’Africa e il Mediterraneo. Nel campus di Valenzano non si è mai soli in ciò che si sta cercando di fare. E questo ti cambia profondamente”.