Following the declaration by the United Nations General Assembly of the International Day of Plant Health (IDPH), every 12th of May, the plant health community celebrates the importance of plant health by organizing events to raise awareness and to mobilize international communities. This year’s theme of the IDPH is plant biosecurity for food security.
In order to give visibility to national and international research and development activities carried out by plant health scientists and their organizations, the Asia-Pacific Association of Agricultural Research Institutions (APAARI), CABI, the International Centre for Advanced Mediterranean Agronomic Studies of Bari (CIHEAM Bari), the Euphresco III network, the International Seed Federation (ISF) and the Plant Biosecurity Research Initiative (PBRI), are pleased to launch the fifth edition of the video contest ‘Plant Health TV - Promoting the importance of plant health research for food security’.
Guidelines on how to participate in the video contest and relevant documents are available from here.
The three finalist videos selected for the 2026 edition were: Florian Martini, with “Potato natural healthy perfume: Essential oils as sustainable management for late blight disease”; Shiron Thalagala, with “The spore hunter and the spore trap”; and Anjali Zaveri, with “Hidden threats in seeds: Advancing plant biosecurity through smarter diagnostics”.
Shiron Thalagala, PhD student at the Australian Research Council Training Centre for Plant Biosecurity and James Cook University (Australia), won the fifth edition of the International video contest with “The spore hunter and the spore trap”.
The winning video will be broadcast at International events organised for the celebration of the 2026 International Day of Plant Health and at the Plant Biosecurity Research Symposium 2026. The contest award also includes the opportunity for the winner to attend an international conference related to plant health, with transport, lodging, meals and conference fees covered.
Through this initiative, CIHEAM Bari confirms its commitment to supporting scientific communication, international cooperation and research capacity building in the field of plant health, with the shared objective of strengthening plant biosecurity and contributing to more resilient and sustainable food systems.
Appuntamento giovedì 29 maggio, ore 17, al CIHEAM Bari con la presentazione del volume Alta Murgia: storia della trasformazione del paesaggio forestale, l’imponente opera firmata dall’ex generale della Forestale Giuseppe Nicola Silletti, già commissario straordinario per l’emergenza Xylella in Puglia.
Il lavoro, frutto di anni di ricerca e studio, si articola in tre volumi per un totale di circa 1900 pagine e oltre 2500 fotografie, proponendo una ricostruzione approfondita della trasformazione ambientale e paesaggistica dell’Alta Murgia nel corso dei millenni.
Attraverso un’analisi che intreccia storia, botanica, selvicoltura e antropologia, il libro racconta come un territorio un tempo caratterizzato da vaste aree boschive sia progressivamente mutato fino all’attuale assetto ambientale. Un percorso che consente di leggere in chiave storica l’evoluzione del paesaggio murgiano e il rapporto tra uomo e natura.
Ampio spazio è riservato anche alla flora del territorio: l’opera censisce oltre 1200 specie vegetali della Murgia, inserite in un articolato sistema di classificazione botanica e corredate da approfondimenti scientifici e osservazioni inedite. Accanto agli aspetti botanici, vengono riportate le proprietà fitoterapiche di numerose piante medicinali e i nomi dialettali tradizionali di molte specie, in un lavoro che contribuisce anche alla tutela della memoria e della cultura popolare locale.
La presentazione si aprirà con i saluti istituzionali di Biagio Di Terlizzi, direttore del CIHEAM Bari, Luisa Rubino, presidente della Sezione Sud Est dell’Accademia dei Georgofili, Arrigo S. Guerrieri, presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Bari, e Luigi Trotta, dirigente della Sezione Competitività delle Filiere Agroalimentari della Regione Puglia e membro dell’Accademia dei Georgofili.
Seguiranno gli interventi dell’autore, Giuseppe Nicola Silletti, e di Vittorio Leone, già professore ordinario di Selvicoltura dell’Università della Basilicata e membro dell’Accademia dei Georgofili.
L’evento è organizzato da CIHEAM Bari e Accademia dei Georgofili, in collaborazione con Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Bari.
Anche il CIHEAM Bari sarà tra i partecipanti della prima edizione pugliese di Women & the City, il festival nazionale dedicato ai temi della leadership femminile, della sostenibilità e dell’innovazione sociale che, dopo quattro edizioni a Torino, approda per la prima volta a Bari.
Nell’ambito del festival, la sede italiana del CIHEAM organizza il panel Donne, agricoltura e sviluppo dei territori, in programma sabato 30 maggio 2026, dalle ore 9.00 alle 10.30, in Piazza del Ferrarese, Bari.
La tavola rotonda riunisce rappresentanti istituzionali, accademici e ricercatori del Bacino mediterraneo. L’occasione è il lancio di una strategia di cooperazione mediterranea che intreccia politiche alimentari urbane, ruolo delle donne in agricoltura e sviluppo sostenibile dei territori: tematiche al cuore della missione del CIHEAM Bari.
La partecipazione dell’Istituto si inserisce coerentemente nel quadro delle attività di valorizzazione e disseminazione istituzionale, in un contesto di elevato profilo che vede il coinvolgimento di interlocutori strategici, quali Regione Puglia e Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), riconfermando la centralità del proprio ruolo nella promozione del dialogo euromediterraneo e nella costruzione di modelli di sviluppo fondati su cooperazione, inclusione e sostenibilità.
Il 2026, proclamato anno internazionale delle donne agricoltrici, rappresenta inoltre un’occasione significativa per rilanciare il dibattito sul contributo delle donne nei processi di innovazione agricola, rigenerazione territoriale e sviluppo sostenibile nel Mediterraneo.
Interverranno Aurela Saliaj, rettrice dell’Università di Valona “Ismail Qemali” in Albania, Marta Collu della vice direzione AICS, Eva Ziedan, ricercatrice ed esperta di patrimonio culturale e sviluppo comunitario e membro del Mediterranean Women Mediators Network, Francesco Paolicelli, assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale, Damiano Petruzzella, funzionario del CIHEAM Bari, Gaetano Frulli, presidente della Nuova Fiera del Levante, e Rita Tamborrino, presidente di Coldiretti Donne Puglia. A moderare l’incontro sarà la giornalista e Wine & Food Expert Antonella Millarte.

CIHEAM Bari partecipa anche a quest’edizione di CO[OPERA], la terza Conferenza Nazionale della Cooperazione allo Sviluppo promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, prendendo parte in prima persona al confronto tra istituzioni, organizzazioni internazionali, università, imprese, società civile e mondo della ricerca sui temi della cooperazione internazionale e dello sviluppo sostenibile.
Nel corso delle giornate della Conferenza, CIHEAM Bari porta la propria esperienza nella formazione, nella ricerca applicata e nella cooperazione mediterranea, contribuendo al dibattito su educazione, sicurezza alimentare, innovazione, diplomazia scientifica e resilienza dei sistemi agroalimentari in quello che è un momento di celebrazione del sistema Italia. Da oltre sessant’anni impegnato nella costruzione di partenariati internazionali nel Mediterraneo, in Africa e in Asia, CIHEAM Bari condivide una visione della cooperazione fondata sulla conoscenza come strumento concreto di crescita, stabilità e dialogo tra comunità.
Tra i momenti centrali della partecipazione di CIHEAM Bari, la sessione plenaria “Educazione e conoscenza alla base di crescita e sviluppo” , durante la quale il Direttore Biagio Di Terlizzi e la studentessa siriana Yara Ismail del Master in Mediterranean Organic Agriculture raccontano a due voci l’esperienza di CIHEAM Bari, presente dal 2014 in Siria.
Oltre dieci anni insieme alle comunità rurali, che durante il conflitto CIHEAM Bari ha continuato ad accompagnare, attraverso interventi a distanza dedicati alla formazione, al sostegno delle filiere agricole, all’empowerment femminile e alla creazione di opportunità per i giovani. In questo senso, la presenza di Yara Ismail rappresenta uno dei valori fondamentali del lavoro di CIHEAM Bari come centro di alta formazione del Mediterraneo: studenti e studentesse che dopo l’esperienza in Italia sono in grado di fare da ponte verso i propri paesi, costruendo allo stesso tempo una comunità internazionale di persone competenti, in grado di appropriarsi del proprio futuro.
“Formare significa restituire dignità e costruire futuro anche nei contesti più fragili”, sottolinea Biagio Di Terlizzi nel corso del suo intervento, evidenziando come educazione, ricerca e cooperazione scientifica possano trasformarsi in strumenti concreti di pace e stabilità, capaci di restituire prospettive e capacità di autodeterminazione anche nelle aree più vulnerabili. Il Direttore di CIHEAM Bari ha inoltre richiamato il valore della diplomazia scientifica come spazio di dialogo tra culture e comunità diverse, capace di trasformare la gestione delle risorse — acqua, terra e cibo — da possibile terreno di conflitto a opportunità di collaborazione e coesistenza.
La testimonianza di Yara Ismail restituisce il valore umano della cooperazione e il futuro rappresentato dalle generazioni più giovani. “In Siria, scegliere di studiare significa scegliere la conoscenza come atto di resistenza”, ha raccontato la giovane ricercatrice siriana, che durante il conflitto ha proseguito il proprio percorso negli studi forestali e ambientali, trasformando oggi l’esperienza maturata tra Siria e Italia in una visione per il futuro del Mediterraneo. Il suo percorso racconta come la conoscenza possa attraversare confini, sopravvivere alle crisi e diventare uno strumento capace di ricostruire non solo territori, ma anche fiducia, opportunità e comunità.
“CIHEAM Bari mi ha regalato qualcosa che non mi aspettavo: il senso di appartenenza a qualcosa di più grande della mia ricerca. Sono arrivata con un background negli ecosistemi forestali e nello stress climatico, e mi sono ritrovata a lavorare su sistemi alimentari biologici, comportamenti dei consumatori e progetti di ricerca dell’Unione Europea, al fianco di persone provenienti da tutta l’Africa e il Mediterraneo. Nel campus di Valenzano non si è mai soli in ciò che si sta cercando di fare. E questo ti cambia profondamente”.

Il CIHEAM Bari parteciperà a Codeway Expo 2026, in programma il 14 e 15 maggio presso la Fiera di Roma, con uno stand istituzionale e due panel dedicati ai temi dell’innovazione, della cooperazione internazionale e della sicurezza alimentare sostenibile.
La presenza del CIHEAM Bari all’evento porterà al centro del confronto il ruolo dei territori, delle partnership internazionali e delle nuove generazioni nella costruzione di modelli di sviluppo capaci di generare valore economico, sociale e ambientale.
Il primo appuntamento si terrà il 14 maggio alle ore 12:00 nel Padiglione 2 della Fiera di Roma con il panel “Ecosistemi di innovazione locali e cooperazione internazionale: il Sistema Italia per la crescita di startup e incubatori, per una trasformazione digitale e verde in Africa”.
L’incontro approfondirà il contributo del “Sistema Italia” nel sostegno alla nascita e alla crescita di startup e incubatori, in particolare nel Corno d’Africa, promuovendo modelli di innovazione capaci di trasformare le sfide demografiche in opportunità economiche e sociali.
Dal settore agrotech alla finanza d’impatto, fino alle industrie creative e alla collaborazione pubblico-privato, il panel metterà in evidenza il ruolo degli ecosistemi locali dell’innovazione nella creazione di opportunità di lavoro dignitoso e sostenibile nei territori di origine, contribuendo anche a contrastare le cause profonde delle migrazioni forzate.
Il dialogo coinvolgerà istituzioni e organizzazioni internazionali come UNDP, UNIDO, AICS, E4Impact, Alliance of Bioversity International and CIAT of CGIAR e CIHEAM Bari.
«Investire negli ecosistemi locali dell’innovazione significa creare opportunità concrete per i giovani, rafforzare i territori e costruire partenariati internazionali fondati sulla crescita condivisa», ha dichiarato Biagio Di Terlizzi, direttore del CIHEAM Bari.

Il secondo panel, in programma il 15 maggio alle ore 12:00 sempre nel Padiglione 2, sarà dedicato al tema “Creare valore nei sistemi locali del cibo: il modello italiano verso il Food Systems Summit 2027”.
L’iniziativa si inserisce nel percorso partecipativo nazionale finalizzato alla definizione del “Collaborative Position Paper” italiano che sarà presentato al prossimo UN Food Systems Summit +6.
Il confronto proporrà una riflessione sul futuro della sicurezza alimentare globale attraverso un cambio di paradigma orientato alla co-creazione di sistemi alimentari locali resilienti, equi e sostenibili. Al centro del dibattito vi sarà il concetto di creazione di valore in chiave economica, sociale, culturale e ambientale.
Tra i temi affrontati figurano le filiere del cacao e del caffè, i mercati locali, il ruolo delle città nella cooperazione internazionale e le strategie per contrastare perdite e sprechi alimentari.
All’incontro parteciperanno rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e importanti esponenti del mondo accademico e della cooperazione internazionale, tra cui Angelo Riccaboni, Carmelo Troccoli, Matteo Vittuari, Giaime Berti e Francesca Volpe del CIHEAM Bari.
Nel corso dell’evento saranno inoltre presentati i primi risultati dei progetti “Resilient Local Food Supply Chain”, “True Value Food” e “Food is Never Waste”, finanziati dal MAECI.
«La sicurezza alimentare si rafforza creando valore nei territori, sostenendo le comunità locali e promuovendo filiere capaci di generare impatto economico, sociale e ambientale», ha evidenziato ancora Biagio Di Terlizzi.
Attraverso questi due appuntamenti, il CIHEAM Bari conferma il proprio impegno nella promozione di modelli di cooperazione internazionale fondati sulla condivisione delle conoscenze, sul rafforzamento delle comunità locali e sulla costruzione di partnership orientate all’innovazione e allo sviluppo sostenibile.
Per partecipare agli eventi è possibile registrarsi gratuitamente tramite questo link.
14 e 15 maggio, Fiera di Roma
Il CIHEAM Bari, rappresentato da Roula Khadra, ha preso parte alla quinta edizione dell’Istanbul International Water Forum come parte della delegazione italiana guidata da Marco Rago, Consigliere per la Diplomazia Economica e la Cooperazione Internazionale del Ministro degli Affari Esteri, insieme al Comitato One Water. Una presenza che ha avuto un obiettivo molto preciso: portare a Istanbul, e riportare a Roma, il lavoro di costruzione del Forum Euromediterraneo dell’Acqua, in programma nella Capitale dal 29 settembre al 2 ottobre 2026, e dare slancio al progetto One Water II, di cui il CIHEAM Bari è promotore ed esecutore tecnico-scientifico.
La giornata d’apertura è stata segnata dall’incontro con Joan Borrell, Segretario Generale dell’Unione per il Mediterraneo, e dalla riunione di coordinamento tra UfM, Istituto Mediterraneo dell’Acqua (IME), Comitato One Water e CIHEAM Bari, dedicata alla messa a punto dell’architettura politica e tecnica del Forum di Roma. Il CIHEAM Bari, in qualità di organizzazione intergovernativa con un radicamento profondo nel bacino mediterraneo e di soggetto attuatore del progetto One Water II, ha presentato il quadro dei contenuti che animeranno il Forum: un’agenda costruita attorno alle priorità della regione — sicurezza idrica, adattamento climatico, nesso acqua-energia-cibo-ecosistemi (WEFE), approccio One Water One Health, partenariati pubblico-privati e ruolo della scienza nei processi decisionali — e capace di mettere in dialogo le istituzioni euromediterranee con il sistema italiano della ricerca e dell’impresa.
Il programma di Istanbul ha offerto al CIHEAM Bari e al Comitato One Water diversi spunti direttamente connessi al cammino verso Roma: dall’High Level Panel “Paradigm Shift… Bridging Power of Istanbul”, che ha rilanciato la necessità di una governance condivisa delle risorse idriche, alle sessioni dedicate a “One Water One Health”, “Water Resilience for Climate Adaptation – COP31 Pathway” e “Inclusive Water Dialogue and Partnerships”. Tutti tasselli che ritroveremo, ricomposti e calati sul Mediterraneo, nei tavoli del Forum Euromediterraneo dell’Acqua di Roma, dove il CIHEAM Bari curerà in particolare il raccordo scientifico tra istituzioni di ricerca, ministeri e operatori del settore.
La seconda giornata ha avuto un’impronta marcatamente bilaterale e operativa. Con la Direzione Generale per la Gestione dell’Acqua del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste si è parlato di COP31 di Antalya e di come l’approccio One Water One Health, condiviso dal CIHEAM Bari e dal Comitato One Water, possa diventare uno dei fili conduttori del negoziato climatico, oltre che del Forum di Roma, a cui Ankara conferma la propria partecipazione ad alto livello. Sul piano dei contenuti, sono state esplorate prospettive concrete di collaborazione sui programmi di ricarica delle falde anatoliche e sull’efficientamento delle reti irrigue e sul riuso delle acque reflue, ambiti in cui il know-how italiano (trattamento, telecontrollo delle reti, monitoraggio satellitare) e l’expertise scientifica del CIHEAM Bari possono trovare immediato terreno di applicazione.
L’incontro più atteso, in chiusura dell’ultima giornata del Forum, è stato quello Arabia Saudita, dedicato all’aggancio del Regno al Forum Euromediterraneo dell’Acqua di Roma e, in prospettiva, alla preparazione della presenza italiana al World Water Forum di Riyadh 2027. La Saudi Vision 2030 - con l’espansione del più grande sistema di desalinizzazione al mondo, gli obiettivi molto ambiziosi di riuso delle acque reflue, i programmi di ricarica controllata delle falde nell’area di Riyadh e lo sviluppo delle smart water networks - è una piattaforma strategica di cooperazione tra Mediterraneo e Penisola arabica, su cui il CIHEAM Bari può portare ricerca, formazione e capacity building, e a cui il sistema italiano dell’ingegneria e dell’industria già partecipa con un ruolo riconosciuto.
I panel di Istanbul dedicati al WEFE Nexus, alla traiettoria “From Istanbul to Riyadh” e al Blue Peace Middle East hanno chiuso il cerchio, restituendo l’immagine di un percorso unico che da Istanbul porterà a Roma e, l’anno successivo, a Riyadh. In questo percorso il CIHEAM Bari, con il progetto One Water II e a fianco del Comitato One Water, conferma il proprio ruolo di piattaforma euromediterranea per la diplomazia dell’acqua: un luogo in cui ricerca scientifica, cooperazione istituzionale e dialogo politico si incontrano per trasformare l’appuntamento di Roma in una tappa decisiva per il futuro idrico del Mediterraneo allargato.
AgroServ’s 5th Open Call is now open, offering researchers, professionals and stakeholders access to transnational scientific data, specialised expertise, experimental sites, advanced technologies and laboratories across Europe. The initiative promotes collaboration among experts in chemistry, biology, agronomy, ecology, bioengineering, social sciences and economics to foster innovative approaches in agroecology and sustainable agriculture.
Starting from Open Call #5, applicants will also be able to request access to services from a single Research Infrastructure (RI), allowing proposals to be more specifically tailored to individual research needs. Nevertheless, all projects must clearly demonstrate their contribution to the agroecology transition. At the same time, AgroServ continues to strongly encourage transdisciplinary projects involving multiple Research Infrastructures, in order to maximise scientific integration and research impact across Europe.
Funded by the European Union for the 2022–2027 period, AgroServ aims to address major agricultural challenges, including climate change adaptation, biodiversity protection, sustainable food production and the preservation of natural resources through a “One Health” approach.
The project brings together 73 partners and provides access to 143 Research Services through a common European portal, supporting both academic and industry-led research as well as evidence-based policymaking. The deadline for project submissions is set for 8 June 2026 at 16:00 (CEST).
For further information and to access the full announcement, applicants are invited to consult the dedicated AgroServ webpage at the link below.
