CIHEAM Bari e l’Ambasciata d’Italia in Siria firmano a Damasco un documento d’intesa per l’avvio del progetto GRANOLIO, finanziato dalla cooperazione italiana, per rilanciare la filiera olivicola e cerealicola, e tutelare la biodiversità del grano.
Damasco, 23 luglio - Il Direttore di CIHEAM Bari, Biagio Di Terlizzi, l’Ambasciatore d’Italia in Siria, Stefano Ravagnan, e il Vice Titolare della Sede AICS per il Libano e la Siria, hanno siglato oggi a Damasco, alla presenza del Ministro siriano dell'Agricoltura e della Riforma Agraria, Bassel Hafez Al-Souwaidan, l’accordo fra la sede italiana del Centro Internazionale di Alti Studi Agronomici Mediterranei, la Direzione Generale della Cooperazione allo Sviluppo del MAECI e AICS che dà l’avvio al progetto GRANOLIO, un’iniziativa che durerà 3 anni.
Nato su richiesta del Ministero dell’Agricoltura e riforme agrarie della Repubblica Araba Siriana (Ministry of Agriculture and Agrarian Reform in the Syrian Arab Republic -MoARR), il progetto punta a rilanciare la filiera olivicola e quella cerealicola e a recuperare e valorizzare le varietà originarie siriane di olivo e grano, patrimonio di biodiversità fondamentale per la sicurezza alimentare e la resilienza dell’agricoltura nazionale. Il progetto recupera anche interventi gia’ realizzati dalla Cooperazione prima del 2011, in particolare il centro di certificazione di qualita’ dell’olio di oliva ad Idlib, essenziale per consentire l’esportazione di olio siriano sul mercato europeo
Formazione, ricerca, innovazione, trasferimento tecnologico, gestione sostenibile delle risorse naturali e rafforzamento delle filiere agroalimentari sono gli ambiti prioritari delle attività previste, con particolare attenzione alle opportunità per le donne rurali e i giovani.
L’olivicoltura resta infatti uno dei pilastri dell’economia rurale siriana: coinvolge circa 700 mila famiglie, ma ha subito gli effetti del conflitto, della perdita di infrastrutture e competenze e della grave siccità[1]. Il Paese conserva, tuttavia, un patrimonio di oltre 70 cultivar (varietà coltivate) autoctone e un tessuto produttivo che può costituire la base della ripresa. GRANOLIO interverrà sul rafforzamento delle istituzioni, dei laboratori e dei sistemi di controllo della qualità, sulla formazione di tecnici e produttori, sul sostegno a vivai e frantoi e sulla valorizzazione dell’olio siriano nei mercati nazionali e internazionali.
«L’accordo siglato oggi e l’avvio del progetto GRANOLIO confermano la centralità che l’Italia attribuisce alla cooperazione allo sviluppo quale strumento fondamentale di dialogo, stabilizzazione e crescita. Questo partenariato rafforza lo storico legame tra i nostri Paesi in un settore strategico come quello agricolo, mettendo a sistema le eccellenze tecnico-scientifiche italiane con l'impegno per il benessere delle comunità locali. Attraverso iniziative come GRANOLIO, l'Italia rinnova il proprio impegno a sostenere la sicurezza alimentare, lo sviluppo sostenibile e la resilienza delle comunità rurali, promuovendo al contempo la crescita del “made in Syria sul mercato europeo a vantaggio di occupazione e produttività» - ha affermato l’Ambasciatore italiano a Damasco, Stefano Ravagnan.
«Questa firma rappresenta il coronamento di un percorso iniziato nel 2004, quando siamo arrivati in Siria, benche’ dopo il 2011 abbiamo spostato il nostro intervento fuori dalle aree governative e lavorato da remoto, puntando sullo sviluppo ma partendo sempre dall’ascolto delle comunità e dei territori. Oggi si consolida quindi una collaborazione costruita sullo spirito di servizio basato sulle competenze, sulla diplomazia scientifica e sul dialogo con le comunità, grazie al costante supporto del governo italiano. Il progetto GranOlio traduce questi principi in azioni concrete, investendo nella qualità delle produzioni, nella tutela delle risorse genetiche, nel rafforzamento delle istituzioni e nelle opportunità di sviluppo per le comunità rurali. Crediamo che sostenere l’agricoltura significhi creare le condizioni per una crescita stabile, inclusiva e duratura, capace di generare sicurezza alimentare, occupazione e prospettive per le nuove generazioni», dichiara il direttore del CIHEAM Bari, Biagio Di Terlizzi.
GRANOLIO è perciò anche il primo risultato concreto del Memorandum of Understanding fra il Ministero dell’Agricoltura e della Riforma Agraria della Repubblica Araba Siriana (MOA) e CIHEAM Bari, che definisce il quadro della cooperazione agricola fra i due enti per i prossimi cinque anni.
«L'avvio del progetto GRANOLIO rappresenta un risultato importante della collaborazione tra la Cooperazione Italiana, il Ministero dell'Agricoltura e della Riforma Agraria e il CIHEAM Bari. Attraverso un approccio integrato, l'iniziativa sostiene il rafforzamento delle istituzioni, dei produttori e del settore privato, con l'obiettivo di favorire una ripresa agricola sostenibile, migliorare la sicurezza alimentare e creare nuove opportunità per le comunità rurali. Questo progetto costituisce un primo passo di un più ampio impegno della Cooperazione Italiana a sostegno dello sviluppo del settore agricolo in Siria» – ha aggiunto il Vice Titolare della Sede AICS, Marco Croce.
[1] https://olivoeolio.edagricole.it/paesaggi-e-territori/olivicoltura-siriana-tra-guerra-e-rinascita/